Guido Quaroni Da Pavia a Radiator Springs

Nato in riva al Ticino nel 1967, vent’anni fa venne chiamato alla Pixar. Direttore del reparto software e ricerca, membro dell’Academy dal 2015 e voce di… Guido (Cars)

Guido Quaroni Da Pavia a Radiator Springs

«Il regista, John Lasseter, mi chiese aiuto perché cercava nomi italiani da dare a due personaggi: avevano scelto Luigi e Muletto, ma soprattutto quest’ultimo non lo convinceva. Ho proposto il mio, Guido, facendo presente che era la traduzione di “I drive”, ma Lasseter tentennava. Quando la Ferrari, contattata per il doppiaggio di Schumacher, si dimostrò entusiasta del nome, si convinse e a quel punto mi propose di dargli anche la voce». Il film è Cars, uno dei maggiori successi della Pixar e a raccontare l’aneddoto è Guido Quaroni, nato a Pavia nel 1967 e ora uno dei massimi dirigenti del colosso statunitense dei film d’animazione. «Mi ero messo a disposizione per doppiarlo anche nella versione italiana, mia madre ne sarebbe stata entusiasta. Ma mi risposero che avevano già trovato un pilota (Alex Zanardi, ndr) e mi feci da parte».

Guido Quaroni andò a vivere in giovanissima età a Monza con i genitori. «Ma tornavo spesso. A Pavia, a Stradella e a Zenevredo, dove c’è ancora la casa di mio padre. E’ sempre chiusa, ma la riapriamo per casi straordinari, quando torno in Italia e ci troviamo per un pranzo con i parenti. Come accadrà fra due settimane quando saremo circa una ventina intorno a quel tavolo».

Da studente del Politecnico di Milano, lavorò alla prima versione di solidthinking, un software per la modellazione 3D e il rendering… «A distanza di tanti anni è ancora commercializzato. Un ragazzo decise di usare il mio software per modellare, animare e generare immagini per il suo dottorato di ricerca al Mit di Boston sull’animazione procedurale in 3D. Grazie a questa tesi fu assunto alla Pixar nel 1995 e, mostrando i programmi che aveva utilizzato, incontrò interesse su “solidthinking”. Feci un colloquio, era il 1996, e mi venne proposto di trasferirmi negli Stati Uniti. Ovvia­mente feci subito le valigie… la Pixar per me era un mito e il programma che avevo elaborato si basava proprio sul lavoro della Pixar».

Durante il primo anno, l’attuale moglie, Elisabetta, rimase a Monza. Quando Quaroni capì che l’esperienza sarebbe du­rata a lungo si fece raggiungere. Oggi hanno tre figli: Luca (12 anni), Emma (9) e Amalia (7).

Il primo film a cui lavorò, nei panni di direttore tecnico, fu il secondo capitolo della sagra di Toy Story. Poi sono arrivati molti altri film fino a Cars: «Avevo già dato la voce a un fruttivendolo in Monsters&Co, poi è arrivato Guido. Non è una rarità, anzi. I personaggi secondari hanno quasi sempre la voce di dipendenti Pixar, ovviamente nella versione originale. Alla fine ho anche lavorato al personaggio di Guido, e l’ho fatto pure nel terzo capitolo che in Italia uscirà a settembre. Ovviamente la vernice sulla testa sarà un po’ più sbiadita, d’altra parte sono passati un po’ di anni». Oltre due decenni di lavoro alla Pixar. «Negli Stati Uniti è quasi una rarità. Qui si tende a cambiare lavoro ogni quattro-cinque anni. Ma in questa azienda mi sono trovato davvero bene e non sono il solo. Quando sono arrivato eravamo 200 dipendenti e un centinaio sono ancora qui insieme a circa altri 1200 dipendenti. Sono sempre sta­to trattato bene ed è un bel lavoro… in fondo il nostro obiettivo è fare ridere e sorridere, difficile trovare di meglio. In Italia ero un precario, d’eccellenza, ma sempre precario».

Da qualche anno Quaroni è alla guida di un gruppo di lavoro (115 tra ricercatori e sviluppatori) che si occupa di software e ricerca. Il loro obiettivo è accontentare i registi, concretizzando le loro richieste, come avvenne tanti anni fa quando si trattava di “muovere” il pelo di Sulley, protagonista di Monsters & Co: «Scrivemmo quel programma nel 1998 che ebbe una vita insolitamente lunga visto che venne utilizzato per circa quattordici film, fino a Inside Out, che, per inciso, è il mio film preferito. Lavoriamo su software interno cercando di vedere con qualche anno di anticipo cosa ci riserverà il futuro».

Nel 2015 Guido Quaroni ha fatto il suo ingresso nell’Academy, l’élite del cinema mondiale chiamata ogni anno a esprimere il proprio voto per assegnare gli Oscar. «Mi sono meritato l’invito dopo aver ricoperto in un film l’incarico di supervisore. Posso vedermi tutti i film in anteprima, ma l’ho fatto soprattutto per mia moglie: una volta all’anno ci vestiamo eleganti e andiamo sul red carpet. Ovviamente i vestiti li compriamo in Italia. Ogni volta che torno faccio grandi spese: pantaloni, camicie, giacche… Negli Stati Uniti è tutto solo più caro o più brutto».

Mai pensato di tornare in Italia? «Più di una volta, ma di re­cente ho avuto modo di confrontarmi con una delegazione di sottosegretari e viceministri italiani venuti a “studiare” la Silicon Valley. Chiedevano come avrebbero potuto portare il pensiero della Silicon Valley in Italia. Abbiamo risposto che avrebbero dovuto riportare a casa gli italiani che ci lavorano: hanno sottolineato che si accontentavano del pensiero, noi potevamo restare dove eravamo. D’altra parte ho letto che anche Salvini preferisce che i “cervelli” italiani rimangano lì dove sono. No, per il momento tornare non può essere un’opzione».

• Bruno Gandini

Pavia in… bambinfestival
Ottava edizione per centottanta eventi

Ai nastri di partenza la rassegna organizzata dal centro servizi volontariato insieme a 143 tra associazione ed enti

Bambinfestival - Ottava edizione per centottanta eventi

Saranno in tutto 143 le associazioni e gli enti che parteciperanno quest’anno a Bambinfestival, l’ottava edizione della manifestazione, promossa dal Csv di Pavia e dedicata ai bambini e ai loro diritti (in ottemperanza alla Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia), che partirà con lo spettacolo “La grande festa degli animali cantanti” (ve­nerdì 13 maggio alle 16,30 nel cortile del castello visconteo).

Uno spettacolo creato proprio per l’occasione, dove tre animali musicisti metteranno in scena le loro avventure e trasformeranno il pubblico in una grande orchestra. Durante la kermesse, una festa lunga sedici giorni, saranno 180 le iniziative che si susseguiranno (tra animazioni, laboratori, spettacoli, concerti, seminari, conferenze, giochi e cacce al tesoro) in molteplici forme, dalla musica alla fiaba, dal teatro allo sport, dalla storia alla lettura e dal benessere alla natura. Senza dimenticare la scienza con “Piccoli scienziati crescono”.

Le iniziative saranno a misura di bambino e lo porteranno a confrontarsi con numerose tematiche, quali ad esempio l’integrazione, la cittadinanza attiva, la famiglia, i legami sociali e la scuola. Per quanto riguarda l’ubicazione degli eventi, essa è varia. La manifestazione si dipanerà nei vari quartieri di Pavia (dal Borgo a San Pietro in Verzolo, passando per Pavia Ovest, il Vallone e la Scala), quasi fosse un laboratorio permanente, grazie alla collaborazione di associazioni e gruppi di residenti che hanno preso l’impegno di prendersi cura di un bene comune, sia esso una piazza o un parco, oppure anche una singola strada. A proposito di bene comune, per instillare nei più piccoli il senso di partecipazione e di cittadinanza attiva, vi sarà la distribuzione del “Passaporto del piccolo cittadino attivo”. Ma Bambinfestival è stato costruito anche attraverso progetti collaterali come Pavia in rete, Pavia in Poesia ed Energiadi, una manifestazione sportiva che si terrà presso l’Ic Cavour (in Corso Cavour 49), dal 26 al 28 maggio, periodo nel quale tutti potranno partecipare, pedalando e producendo energia pulita. Inoltre sarà ospitata la giornata del Locali Amici del Bambini (il 20 maggio), un giorno nel quale le famiglie saranno invitate a conoscere dodici locali che proporranno, per l’occasione, iniziative dedicate a loro (l’elenco degli esercizi commerciali è visibile sul sito pitstop.comune.pv.it).

Anche l’Università di Pavia, col Sistema Museale di Ateneo, parteciperà a Bambinfestival con una serie di iniziative rivolte ai bambini. Per ulteriori info: www.bambinfestival.org, oppure telefonare al 366 6456069 (Maria Piccio, Csv) o al 3347552987 (Fiorenza Bertelli, Csv).

• Tommaso Montagna

Via Francigena e turismo religioso
«Pavia sempre più protagonista»

Giacomo Galazzo: «Faremo rete per potenziare ancora di più la collaborazione tra amministratori locali e operatori del settore»

Via Francigena e turismo religioso

Durante lo scorso fine settimana Pavia, già capitale longobarda per due secoli, è stata teatro di una kermesse (una tre giorni patrocinata anche dalla Camera di Com­mercio pavese) dedicata alla via Francigena, durante la quale, attraverso una serie di conferenze, gli amministratori pavesi si sono confrontati sul turismo religioso con alcuni loro omologhi provenienti da varie località italiane, poste proprio lungo l’antica via di pellegrinaggio che da Roma porta a Canterbury.

«Attraverso questo evento abbiamo voluto riaffermare il ruolo di Pavia nel campo del turismo religioso – ha dichiarato l’assessore alla cultura di Pavia Giacomo Galazzo –. Un ruolo che è stato confermato dal fatto che l’Associazione Europea della Via Francigena ha scelto di indire nella nostra città la sua assemblea generale».

L’assemblea in questione si è tenuta (al Broletto) ve­nerdì pomeriggio, dopo che al mattino, sempre all’interno della vecchia sede del Mu­nicipio, numerose autorità politiche, provenienti anche da Siena, Lucca e Fidenza, hanno tenuto una relazione sullo stato di fatto di quello che è (e potrà essere) lo sviluppo (turistico ed economico) della Via sopracitata e delle zone limitrofe. «Abbiamo tutti concordato su un punto fondamentale – ha proseguito l’assessore – cioè nel ritenere che il miglior modo per promuovere la Via Francigena sia di creare una rete attraverso la quale gli amministratori locali, in coordinato con gli operatori del settore, possano collaborare».

In questo senso, il Co­mune di Pavia ha aperto il portale “Pavia per il pellegrino” (accessibile da www.vivipavia.it), al quale hanno aderito numerosi albergatori, ristoratori e altri operatori, con l’intento di mettere a fuoco tutti i servizi offerti a quanti vogliano avventurarsi sull’antica strada che in passato, soprattutto nel Medioevo, veniva percorsa dai pellegrini.

Ma l’amministrazione co­munale ha dato vita anche ad altre iniziative che, nel lungo termine, sono collegate al turismo religioso. «Basti pensare alla riapertura della cripta di Sant’Eusebio e alla mostra sui Longo­bardi». Tutti questi sforzi, compiuti da Pavia e dalle altre città che ad essa sono accomunate dalla vicinanza a questa via di pellegrinaggio, sono finalizzati a «candidare all’Unesco il tratto italiano di Via Francigena, che da Roma si dipana fino alla Valle D’Aosta». In questo modo sarebbe considerato patrimonio dell’umanità.

Per quanto riguarda Pa­via, l’assessore alla cultura ci ha tenuto a ricordare che «della nostra città e delle sue bellezze storiche e artistiche si parlerà sul prossimo numero della rivista internazionale dedicata alla Via Francigena». Una rivista (“Via Francigena and the European Cultural Routes”) che è distribuita nel Vecchio Continente: una vetrina di tutto rispetto per l’antica città delle cento torri.

• Tommaso Montagna

Gioco d’azzardo, il Governo ha presentato la sua proposta Gregorini: «Per Pavia sarebbe un passo indietro»

Distanza dai luoghi sensibili 150 metri (in lombardia sono 500), sei ore al giorno di sospensione (a pavia sono quindici)

Gioco d’azzardo, il Governo ha presentato la sua proposta Gregorini

Al Governo serve un accordo con gli enti locali per poter procedere con decreto legislativo e, soprattutto, per evitare la via parlamentare, decisamente più complicata, visto che costringerebbe i singoli partiti a venire allo scoperto…

A unire fumo e gioco d’azzardo non c’è solo la natura di vizio fortemente cagionevole per la salute (anche se secondo modalità completamente diverse), ma anche l’essere oggetto di una evidente schizofrenia governativa. Da una parte la volontà di debellare – o anche solo dare la sen­sazione di volerlo fare – quella che viene considerata anche una piaga sociale, dall’altra tutelare gli introiti che entrambi garantiscono alle casse dello Stato, ancora più importanti in questo periodo in cui la disponibilità economica non è certo tra le qualità più evidente degli enti pubblici e governativi. Lo ha dimostrato una volta di più la Conferenza Unificata Stato Regioni ed Enti locali svoltasi il 4 maggio, all’indomani dell’incontro tecnico fra ministero ed enti locali voluto dal sottosegretario all’economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta. Argomento all’ordine del giorno la riforma del sistema di vendita dell’azzardo legale all’interno dei confini nazionali. Un incontro avvenuto in ritardo visto che le dichiarazioni del Governo erano di chiudere l’iter entro il 30 aprile e un incontro resosi necessario alla luce del timore degli amministratori locali di vender disinnescare dal governo quanto messo in campo per contrastare il proliferare di slot machine. Tra questi, in prima fila anche l’assessore e vicesindaco Angela Gregorini che in questi ultimi tre anni ha ottenuto una serie di lusinghieri successi, al punto di diventare un esempio a livello nazionale e da guadagnarsi l’incarico di referente nazionale di Avviso Pubblico per il gioco d’azzardo. «Non mi convince l’ultima versione della proposta di riordino dei giochi d’azzardo. Sono molto perplessa e critica perché ben poche richieste dei Comuni sono state seriamente accolte: i metri di distanza dai luoghi sensibili vengono ridotti a 150 quando in Lombardia siamo arrivati a 500. E mi lascia perplessa anche l’elenco dei “luoghi sensibili” visto che si citano solo sert, scuole e chiese».

Tra le battaglie più importanti vinte a Pavia quella sugli orari di utilizzo, che aveva anche superato il difficile scoglio del Tar: «La possibilità per gli enti locali di stabilire fasce orarie di interruzione di gioco, secondo la nuova proposta del Governo, viene limitata a un massimo di 6 ore da distribuire nel corso della giornata e solo per i nuovi esercizi: a Pavia oggi si può giocare dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23 quindi con un’interruzione giornaliera di 15 ore».

A non convincere gli amministratori locali oltre a quanto c’è scritto nella proposta di regolamentazione, anche quanto non c’è… «Sono stati omessi due temi molto importanti: il divieto di pubblicità e la regolamentazione del gioco on line» non “roba da poco”.

Ma guardando da un’altra prospettiva, il bicchiere può anche sembrare mezzo pieno o forse ancora più vuoto: «Qualcosa di buono c’è – conclude l’assessore Gregorini – si permette di accedere al gioco solo tramite esibizione della tessera sanitaria anche se non si specifica chi e come raccoglierà i dati. Inoltre si anticipa di due anni la riduzione complessiva del 30% del numero di slot sul territorio nazionale, ma prevedendo la creazione di mini casinò e quindi l’incremento delle videolottery che sono pure più pericolose perché le giocate sono più alte. Viene anche prevista, finalmente, una intensificazione dei controlli. In definitiva troppo poco per considerare questo regolamento un passo avanti, anzi…».

• B.G.

Parcheggio sotterraneo, fumata nera Vince la volontà del sindaco (e di Legambiente)

In consiglio comunale bocciato l’ordine del giorno presentato dall’opposizione che vincolava l’amministrazione comunale ad aprire la discussione con interparking

interparking pavia

Niente da fare, a Massimo Depaoli l’idea di un parcheggio sotterraneo sotto la statua di Garibaldi (o comunque non lontano da lì) proprio non piace. Lo si sapeva e all’ultimo consiglio comunale, dedicato alla mobilità cittadina, è stato chiarito una volta di più con l’ordine del giorno approvato alla fine dalla maggioranza che ha assunto i toni di una chiara soluzione di compromesso utile, soprattutto, a evitare una resa dei conti all’interno del centrosinistra cittadino, ma anche a gettare un po’ di fumo negli occhi a chi in quel parcheggio ci crede davvero. «Confermo di non essere contrario ai parcheggi sotterranei – ha risposto il primo cittadino al consigliere d’opposizione Nicola Niutta, che aveva sottolineato come la soluzione fosse anche contemplata nel programma politico presentato tre anni fa dal primo cittadino –. Se vengono imprenditori, ci parliamo, però il dove e il come lo decide la pubblica amministrazione». In sintesi, potrei anche dare il via libera, ma solo se lo costruiscono al Bivio Vela (giusto per identificare un’area ben lontana da cardo e decumano)… come se i conti del proponente, Interparking, potessero indifferentemente tornare con un parcheggio a ridosso del centro o ai confini della città. E dire che, a parte il primo cittadino, sia in giunta che in consiglio comunale sembrerebbero tutti – o quasi – favorevoli al progetto. Alla fine, purtroppo, ha avuto ancora la meglio la “ragion di stato”. L’ordine del giorno proposto dall’opposizione che avrebbe - quello sì - vincolato l’am­ministrazione ad aprire un dialogo con Interparking è stato bocciato per due voti, grazie soprattutto ai cinque astenuti tra le file del centrosinistra (anche di chi nel corso della discussione si era coraggiosamente esposto a favore del parcheggio) ed è stato invece approvato un ordine del giorno riveduto e corretto dalla maggioranza che impegna, di fatto, sindaco e giunta al… nulla.

Potrà Massimo Depaoli cambiare idea? Difficile, anche se auspicabile, visto che le ricadute positive sulla mobilità cittadina sarebbero molteplici. Compresa la possibilità di ricavare in via­le Matteotti una corsia preferenziale per il trasporto pubblico riducendo in modo sensibile i tempi di percorrenza degli autobus, andando così a contrastare il principale cavallo di battaglia di chi vorrebbe riportare il 3 in corso Cavour. A giocare con­­tro il parcheggio sotterraneo a ridosso del centro sto­rico c’è soprattutto il pa­re­re di Le­gambiente, da sempre vicina all’attuale sindaco, ma forse anche una que­stione di… tempi. Se la proposta fosse arrivata a luglio 2014, c’era la concreta possibilità di presentarsi alle elezioni del 2019 con l’importante infrastruttura inaugurata e operativa. Dare il via ora all’operazione, significherebbe presentarsi al voto con un cantiere di notevoli dimensioni davanti al Ca­stello e pesanti ripercussioni sulla mobilità cittadina. Senza sottovalutare la concreta possibilità che a inaugurare il parcheggio sotterraneo siano poi… altri.

• B.G.

Da Pavia ad Austin
inseguendo un sogno colorato con la musica Tex-Mex

I nuovi lavori della Rivertale Production e una collaborazione con il regista Robert Rodriguez, pupillo di Tarantino

Da Pavia ad Austin inseguendo un sogno colorato con la musica Tex-Mex

C’è una strada che collega Pavia ad Austin, in Texas, e l’ha costruita negli ultimi tre anni l’imprenditore pavese Paolo Pagetti. Ovviamente si tratta di una strada ideale, in cui l’asfalto è stato sostituito dalle note della musica Tex-Mex. Ma facciamo un passo indietro… Paolo è cresciuto in mezzo alla musica con un padre che gli ha trasmesso l’amore per i “classici” (Beatles, Eric Clapton…) e una madre appassionata di folk. Ne è nato un dj molto quotato negli anni Novanta con una passione sfrenata per la musica irlandese. La svolta è arrivata nel 2004 al cinema: «Stavo guardando Kill Bill volume 2 di Quentin Tarantino – ricorda Pagetti – e sono rimasto folgorato dalla musica e, soprattutto, dalla versione di Malagueña Salerosa. Appena tornato a casa, mi sono attaccato al computer per acquistare la colonna sonora a partire dal pezzo che era stato eseguito dai Chingon. Di questo gruppo, però, non trovavo nulla… ma alla fine ho scovato un collegamento con il sito dei Del Castillo».

I Chingon sono, infatti, nati dalla collaborazione tra la band Del Castillo con Alex Ruiz (voce) e il regista, nonché pupillo di Tarantino, Robert Rodriguez (El Mariachi, C’era una volta in Messico, Sin City…) alla chitarra. «Ho subito acquistato in rete tutto quello che ho trovato dei Del Castillo, musica ma anche gadget di ogni genere». Era ancora presto per immaginarlo, ma quel mondo in cui Pagetti stava muovendo i primi passi a distanza… sarebbe, da lì a una decina di anni, diventato anche il suo mondo. «Austin è una città fantastica, dove la musica è la regina incontrastata. Qualsiasi tipo di musica. In ogni giorno dell’anno ci sono centinaia di locali che ospitano performances di gruppi fantastici. La vera capitale della musica mondiale ora è in Texas».

Nel 2013 Paolo inizia la carriera da produttore grazie anche a una collaborazione sempre più stretta con la Pfl Studio di Mezzana Corti da cui nasce l’amicizia con Federico Provini. I Sugar Ray Dogs, prodotti da Pagetti, registrano a Mezzana “Mexi-Cola” e c’è anche la voce di Patricia Vonne, sorella di Robert Rodriguez. «Una voce meravigliosa. L’avevo conosciuta via internet e poi di persona visto che lei è spesso impegnata in concerti in Europa. Le ho proposto una collaborazione e lei ha accettato».

La vera storia della pavese Rivertale nacque in quel momento: «L’etichetta ora è attiva a Pavia, ma anche a New York e Austin… a seconda delle esigenze. Una decina di band tra Europa e Stati Uniti. Ma siamo pronti ad affrontare nuove sfide, anche perché abbiamo risorse per poter seguire i progetti sin dai primi passi, lasciando ai musicisti il solo compito di… suonare».

Il nuovo progetto è l’essenza di quello che è diventato la Rivertale, una contaminazione continua tra musica Tex-Mex e Italia: «Una sera ad Austin ho sentito Alex cantare “Parla più piano” di Nino Rota, colonna sonora de “Il Padrino”. Era una versione decisamente innovativa e la gente mostrava di gradire. Da qui l’idea di realizzare un disco di classici italiani che più o meno un anno fa hanno preso la strada di Austin: ci sarà la voce di Patricia Vonne ne “Il mondo” e un assolo di Robert Rodriguez in “Nessuno mi può giudicare”. Partiremo prima negli Stati Uniti nel prossimo inverno con una presentazione a New York».

Che Pavia avesse un feeling particolare con la musica lo si sapeva, che si sarebbe creato un legame con la musica texana-messicana è più… sorprendente.

• B.G.

La NUOVA MAZDA CX-5

Qualità e prestazioni con tocchi di lusso

La NUOVA MAZDA CX-5

Potersi affermare in un segmento competitivo come quella dei SUV non è affatto facile, soprattutto in relazione ai competitor che da anni tracciano le linee guida di innovazione e linea.

La risposta di Mazda si chiama CX-5 e, successivamente all’uscita del nuovo modello, possiamo affermare che il risultato complessivo è ottimo. La versione in prova, lasciataci in uso dalla nuova concessionaria Mazda di San Martino Siccomario Grigna­ni, si tratta dell’allestimento Exclusive, abbinata al potente motore turbo diesel 2.2 da 175 cv.

Fin dall’ingresso in vettura, si intuisce come gran parte del lavoro di Mazda sia stato rivolto verso la qualità degli interni, andando a migliorare anche quelle finiture meno visibili al primo impatto.

Acceso il veicolo, subito si notano alcune delle numerose tecnologie che compongono la nuova Mazda CX-5: dal sistema di navigazione da 7” che illumina la plancia, passando per il funzionale climatizzatore bizona, fino al sistema audio Bose® che suona nelle casse rilasciando un suono davvero eccezionale.

Queste risultano essere solo alcune delle caratteristiche tecniche della nuova Mazda CX-5, il vero piacere si ha quando si innesta la marcia del cambio automatico a 6 rapporti: lo stesso si presenta molto fluido nel passaggio di marcia e mai brusco, consentendo anche a chi vive il veicolo nei posti da passeggero, di non subire scossoni durante la marcia.

Durante la guida su strada, la nuova CX-5 si dimostra agile nel traffico cittadino nonostante i 4 metri e mezzo di lunghezza, e decisamente confortevole tra strade extra urbane e autostrade. Il merito deriva anche dai cerchi da 19” di serie sull’allestimento Exclusive, che garantiscono un assorbimento delle asperità davvero invidiabile.

Mazda ha lavorato molto anche sul lato protezione, tant’è che CX-5 presenta diversi sistemi di sicurezza per chi vive il veicolo ma anche per la protezione dei pedoni: ad esempio, di serie, troviamo il Sistema Intel­ligente di frenata in città che permette al veicolo di arrestarsi se siamo distratti e se un ostacolo compare di fronte all’improvviso.

Durante la nostra prova, la nuova Mazda CX-5 ha mantenuto un consumo medio di 16,5 km/l, un risultato ottimo in relazione ai 1530 kg di peso.

Presso la concessionaria Grignani di San Martino Siccomario, sarà possibile configurare i diversi allestimenti di Mazda CX-5 con personale qualificato a trasformare ogni vostra esigenza in optional, oltre a farvi conoscere tutta la gamma Mazda presente sul mercato.

• Matteo Raffaelli

Una collaborazione con l’Athletic Pavia
per risolvere i problemi del Fortunati

Fabrizio Salvucci: «Potremmo sgravare il Pavia Calcio dalla gestione dell’impianto»

Una collaborazione con l’Athletic Pavia per risolvere i problemi del Fortunati

La querelle tra Comune e Pavia Calcio ha messo la parola fine almeno sulla stagione 2016-2017 e consentirà l’iscrizione al prossimo campionato di serie D, che l’Fc Pavia 1911 si è conquistata sul campo. Adesso si tratterà di cominciare a pensare alla stagione 2017-2018 sia sul fronte societario che su quello impiantistico. Sul primo, l’amministratore delegato Giacomo Brega cercherà aiuti e magari li troverà anche grazie a un gradito ritorno dalle parti di via Alzaia: conclusa la nuova avventura cestistica, Paolo Zoncada e la sua Edimes potrebbero prendere ancora una volta la strada che porta al Fortunati. Novità a breve potrebbero arrivare anche sul fronte impiantistico grazie alla collaborazione con una giovane e ambiziosa società pavese, che in pochi anni è cresciuta all’ombra del cimitero monumentale, al punto di chiudere l’ultima stagione agonistica con 250 tesserati nelle formazioni giovanili. Dopo un primo contatto risalente a oltre un mese fa, già giovedì una delegazione dell’Athletic Pavia dovrebbe compiere una nuova visita al Fortunati insieme a tecnici specializzati in grado di verificare la reale situazione dell’impianto anche sul fronte idraulico. «C’era stata segnalata la difficile situazione in cui versava il Fortunati e siamo andati a dare una prima occhiata e, subito dopo, abbiamo parlato con Giacomo Brega – conferma il presidente dell’Athletic Pavia, Fabrizio Salvucci – L’idea è di fare qualcosa di buono, sgravando il Pavia Calcio della gestione dell’impianto e anche delle spese di efficientamento, investendo sulla struttura, magari rendendola già in grado di ospitare una Lega Pro, ovviamente in collaborazione con il Comune e lo stesso Pavia Calcio».

In base a questa collaborazione, L’Fc Pavia 1911 potrebbe concentrarsi sulla pri­ma squadra, lasciando all’Athletic il settore giovanile. «Vorremmo sistemare l’impianto, compresi i campi in sintetico, in modo che presto la struttura possa autofinanziarsi anche grazie all’organizzazione di eventi – continua il presidente Salvucci – Il nostro progetto nasce per fare aggregazione giovanile, che passa attraverso lo sport, allenamenti, partite, ma anche concerti e camp estivi. Siamo la prosecuzione di quello che una volta era l’oratorio dove si davano i primi calci e si organizzavano le prime partite. Siamo un’evoluzione più… preparata. In tre anni siamo arrivati a 250 ragazzi tesserati, mi sembra un dato che testimoni l’importanza e la serietà del nostro progetto».

Una collaborazione, quella con l’Athletic Pavia, con un settore giovanile affiliato al­l’Atalanta, che non può che essere vista con piacere dal primo cittadino, tifoso del nerazzurri bergamaschi: «La collaborazione con l’Atalanta prosegue, così come quella con l’Alessandria, un altro club che sta facendo un ottimo lavoro – conclude il presidente Salvucci – La nostra vera ispirazione è il Celtic di Glasgow, un club nato nel 1887 con fini di solidarietà e di supporto ai giovani cattolici della città ed arrivato nel 1967 a vincere la Coppa dei Campioni. Ovviamente è solo un’ispirazione, non puntiamo così in alto».

• B.G.

Nuove regole con la “circolare Gabrielli”
Mai più eventi in piazza Cavagneria?

Da ora in avanti sarà più difficile (e più costoso) organizzare concerti pubblici

circolare Gabrielli

Dopo i tragici fatti di piazza San Carlo a Torino (e l’attentato terroristico di Manchester), il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha inserito in una circolare inviata a que­stori e prefetti di tutta Italia le nuove regole per l’organizzazione di eventi e concerti sulla “pubblica via” (e piazza). Da ora in avanti sarà più facile individuare eventuali responsabilità, con la distinzione fra garanzie di safety (misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone) e quelle di security (servizi di ordine e sicurezza pubblica). La circolare puntualizza anche i requisiti “tecnici” che dovranno essere osservati nei luoghi in cui l’evento si svolge. Dovranno esserci corridoi perimetrali di almeno 3,5 metri e al centro dovrà essere lasciato libero un corridoio di almeno 1,20 metri. «In realtà la circolare Gabrielli ha solo fatto un sunto richiamando regole e direttive già vigenti» spiega il dirigente comunale Gianfranco Longhetti (Servizi al Cittadino e all’Impresa).

In futuro sarà più complicato organizzare eventi in piazza? «Di certo bisognerà fare maggiore attenzione – continua Longhetti – Temo che sarà difficile organizzare qualcosa da ora in avanti in piazza Cavagneria. E in piazza della Vittoria sarà più semplice organizzare un evento a Capodanno che non a Ferragosto: chiedere ai bar di ritirare una fila di tavolini è pensabile, eliminarli tutti potrebbe portare a un surriscaldamento degli animi. In piazza del Carmine abbiamo sempre previsto una capienza tra le 400 e le 600 persone. Sarà necessario rivedere questo dato al ribasso».

Una città da ridisegnare? «Gli uffici stanno lavorando proprio per rivedere i singoli spazi in città, trovando soluzioni per far sì che il “passaggio” sia il meno traumatico possibile».

Di certo tutto finirà per costare di più, visto che la circolare Gabrielli prevede l’uso di biglietti anche per concerti gratuiti o il ricorso ad altri “sistemi di rivelazione numerica per la valutazione del massimo affollamento sostenibile”. Agli organizzatori spetterà il compito di impiegare “steward” per regolare i flussi di accesso e l’individuazione di apposite aree dove collocare i presidi sanitari. Dovrà anche essere presente un sistema di altoparlanti o di maxischermi sui quali, in caso di necessità, far convergere “preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità”. «I costi saranno sicuramente maggiori. In prossimità del palco, per esempio, sarà ne­cessario impiegare transenne antiribaltamento: il Comune di Pavia non le ha e, quindi, nel caso saremo co­stretti ad affittarli».

Le nuove “regole” dovranno essere in parte interpretate e coniugate tenendo conto di quelle che sono le indicazioni dei Vigili del fuoco. «Bisognerà capire se le regole andranno applicate anche a soluzioni ibride come la Festa della birra in piazzale Tevere o, più in generale, agli eventi di street food – conclude Longhetti –. Po­treb­bero esserci problemi anche per la Festa del Ticino, per il tradizionale mercato sul Lungoticino alla luce delle nuove norme di sicurezza per l’antiterrorismo».

• B.G.

Nicola Niutta: «Chiederò al sindaco di commissariare Asm»

Nicola Niutta

Asm commissariata. Sarà questa la richiesta che il consigliere d’opposizione Nicola Niutta avanzerà al primo cittadino in occasione del consiglio comunale di giovedì sera. «Rileggendo quanto scritto da Duccio Bianchi e quanto risposto da Massimo Depaoli – spiega il consigliere di centrodestra – ci sono elementi della vicenda che finiscono per delineare quello che, per me, è un quadro abbastanza inquietante».

A sollevare le perplessità del consigliere Niutta è il ruolo recitato da Stefano Spagoni, l’altro componente del consiglio di amministrazione rimasto dopo le dimissioni di Silvia Vinci e, quelle più recenti di Alessandra Imperiale, scelta dai “soci minori” e rimasta in carica sette giorni. «Con che titolo Spagoni ha chiesto al presidente Bianchi di fare un passo indietro? Escludo che abbia deciso di propria iniziativa di sostituirsi al primo cittadino, l’unico titolato ad avanzare quel tipo di richiesta in quanto presidente dell’assemblea degli azionisti».

L’ipotesi avanzata dal consigliere, eletto nelle liste del fu Ncd, è che ancora una volta protagonista della vicenda siano i dissidi interni al Pd. «Un’altra motivazione che si evince dal botta e risposta tra presidente Asm e sindaco è su un compenso annuo che Bianchi non considererebbe adeguato alle sue responsabilità. Uno stipendio di cui immagino lui fosse a conoscenza quando nel 2015 ha accettato l’incarico. In attesa di capire cosa sta succedendo davvero nella municipalizzata, chiederò al sindaco di azzerare il consiglio di amministrazione per procedere a nuove nomine».

Il sindaco, però, non si rassegna e intende far cambiare idea a chi, due anni fa, decise di affidare le sorti di un Asm (e il cui buon lavoro è testimoniato da numeri e anche dalle… indagini). Le dimissioni presentate e poi ritirate dodici mesi fa da Bianchi ebbero come effetto “indiretto” la partenza dal cda di Silvia Vinci che con il presidente pare non avesse trovato il giusto feeling. Quest’anno si replica e ne farà le spese il consigliere Spagoni? Nel 2016 Bianchi inviò una mail ai dipendenti per annunciare la propria scelta, quest’anno ha indetto una riunione. Dovesse fare un passo indietro, nel 2018 sarà costretto a portare tutti fuori a pranzo.

• B.G.

Giunta comunale
Rimpasto… “ibernato”?

rimpasto

Si era parlato di un rimpasto “congelato” a Pavia. La possibilità è che alla fine si sia preferito “ibernarlo” in attesa che - nel giro di una settimana, un mese o un anno - la scienza trovi un rimedio per risolvere una situazione particolarmente intricata.

La cosa che desta più sensazione è che ancora nessuno abbia pagato per un passaggio che è costato non poco sul piano della credibilità, tanto al sindaco quanto al Pd cittadino. Per la verità, bisogna anche dire che per ora la montagna ha partorito un topolino, visto che l’unica conseguenza chiara di un clamoroso errore di percorso sono stati i saluti di Silvia Chierico che ha lasciato il gruppo consigliare Pd, come da lei promesso (forse un po’ avventatamente), in omaggio alla lealtà verso Depaoli. Pare che dal Pd le sia stato negato quello che avrebbe potuto essere l’approdo naturale, la lista civica “Cittadini per Depaoli sindaco”.

Lì avrebbe trovato Stefano Gorgoni che, di recente, dal Pd è stato nominato nella segreteria cittadina e tra i quattro tutor assegnati al sindaco. Caso che fa il paio con quello, dall’altra parte della barricata, di Lidia Decembrino, nel direttivo provinciale di Forza Italia, ma al Mezzabarba capogruppo della civica “Pavia con Cattaneo”. Silvia Chierico è così confluita nel gruppo misto dove ha trovato Rodolfo Faldini. E, forse, questo, in tre anni, è stato l’atto politico più degno di nota (per quanto inconsapevole) da parte di questa amministrazione.

L’approdo di Chierico nel gruppo misto toglierà, infatti, spazio nelle commissioni e anche minuti nelle discussioni a quello che in questi tre anni è stato il consigliere più “aggressivo” tra i banchi dell’opposizione. Un fastidio dimezzato… o quasi? C’è poco da crederci!

Sicurezza e movida, la maggioranza pensa agli steward

Sicurezza e movida, la maggioranza pensa agli steward

Si chiamano “steward”, ma la soluzione, che la maggioranza al Mezzabarba sembra voler adottare per risolvere i problemi legati alla movida e all’allea di viale Matteotti, non si discosta tanto da quella messa in atto dalla precedente amministrazione e abrogata - a questo punto con eccessiva fretta – da quella attuale. Martedì il passaggio in commissione in vista del consiglio comunale di lunedì sera. L’idea, avanzata dal consigliere ed ex capogruppo Pd, Davide Ottini, prevede un contributo comunale per i pubblici esercizi che dovranno adottare “steward”. Una vigilanza, quindi, all’interno dei locali. Una soluzione che alla minoranza non piace.

«Le proposte che stanno per essere presentate dalla maggioranza consiliare a contrasto di quanto sta avvenendo sull'allea ed in città in generale, risultano alquanto tardive se si pensa che è ormai da tre anni che la giunta Depaoli guida la città e che questo primo esame avvenuto in commissione ha creato piu perplessità che plauso – commenta il consigliere di opposizione Rodolfo Faldini – Sono state rimosse le casette per riqualificare l'area ed invece è stata squalificata sino al punto da invocare misure drastiche. Si parla di steward nei locali per controllare ed imporre ordine, quando una delle prime misure di Depaoli fu quella di eliminare gli aiuti che il Comune offriva agli esercenti proprio su questo fronte.

Si parla di telecamere e videosorveglianza, ma ad oggi l'impegno ed i quattrini stanziati non sono pari a quanto si dovrebbe impiegare per rispondere alla domanda di sicurezza che la città pone. Manca concretezza e la maggioranza in affanno e alle corde chiede aiuto alla minoranza per trovare soluzioni concrete e condivise benché il testo presentato sia più un fiume di parole e di intenti piuttosto che un vero pacchetto sicurezza. Penso sia opportuno approfondire il tema e rimandare a settembre la redazione di un programma di interventi che abbia oltre alle parole anche la possibilità di concretizzarsi stanziando con una variazione di bilancio ad hoc, una serie di azioni finanziate utili a colmare una paurosa lacuna di tre anni sul campo della sicurezza».

• B.G.

Ius soli, secondo la Lega:
“A settembre non ne parlerà più nessuno“

Ius soli secondo la Lega

Nemmeno pochi giorni fa lo Ius Soli faceva il suo ingresso nell’aula del Senato, quasi a sorpresa, scatenando il gruppo della Lega Nord. L’ennesimo capitolo di un rapporto tra il presidente Pietro Grasso e il partito del Carroccio che non è mai decollato e mai lo farà. Un dito steccato (del senatore Gian Marco Centinaio), un ricorso all’infermeria di Palazzo Madama (da parte del ministro Valeria Fedeli) e la minaccia da parte del Governo di ritornare sulla questione, forti di una richiesta di fiducia che avrebbe dovuto assicurare la vittoria. La risposta della Lega non si è fatta attendere con la presentazione di oltre 40mila emendamenti… che alla fine possono aver fatto la differenza visto che il Governo ha rinviato il tutto a settembre, senza entrare maggiormente nei dettagli in quella che potrebbe essere la futura calendarizzazione. «Merito dei nostri 40mila emendamenti – commenta un soddisfatto Gian Marco Centinaio –. Hanno bloccato il provvedimento in commissione, portando il Governo a rivalutare la decisione di porre la fiducia, anche perché nel frattempo le “opposizioni” sono numericamente aumentate, accogliendo anche i partiti autonomisti come la Südtiroler Volkspartei».

Confronto rinviato all’autunno? «A settembre le elezioni saranno più vicine e il Pd non vorrà più parlare di Ius Soli. L’altro giorno ho raccolto una confidenza di un senatore Dem: se il Governo dovesse riproporre la questione dello Ius Soli ponendo la fiducia, non andrà in Senato e manderà un certificato medico. E sono convinto che non sarebbe il solo a scegliere questa strada».

Per la Lega la legge attuale è perfetta e non va cambiata in alcun modo? «Deve essere modificata nella parte più burocratica. Adesso un ragazzo che raggiunge il diciottesimo anno ha la facoltà di scegliere tra la cittadinanza italiana e quella dei genitori. Ma ha una finestra troppo ristretta per scegliere e conosciamo tutti i tempi della nostra burocrazia. Invece di dire che deve operare la scelta entro il compimento del diciannovesimo anno, basterebbe dire che la scelta potrà essere fatta una volta raggiunta la maggiore età… e basta».

Nessuna concessione allo Ius Soli? «Nel 2016 hanno ottenuto la cittadinanza italiana in 170mila ed è stato il record europeo. La legge va bene così com’è. D’altra parte nessuno ha mai contestato che si debba attendere la maggiore età per votare e guidare la macchina: è quello il momento giusto per prendere una decisione così importante come la cittadinanza».

La Lega può già festeggiare? «L’ennesima vittoria. Si aggiunge a quella contro il referendum costituzionale e contro la liberalizzazione delle droghe leggere, di cui non si parlerà più. A settembre la priorità sarà la legge elettorale e dello Ius Soli non parlerà più nessuno. Ed è un bene perché la versione della legge uscita dalla consulta avrebbe comportato 870mila nuovi italiani subito e una media di 600mila ogni anno… non sono numeri trascurabili».

• B.G.

Il sodalizio artistico Lodola-Fra tra Borsalino e “Colonna Picta”

Lodola

Le luci del maestro Marco Lodola da ora in avanti illumineranno le serate della vicina Alessandria. E’ stato, infatti, acceso per la prima volta al calar del sole, lunedì 17 luglio, il “Cappellaio Magico” nella rotonda di corso Teresio Borsalino grazie a una iniziativa promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Un omaggio voluto dalla città piemontese per ricordare la celebre fabbrica di cappelli che arrivò ad avere, prima della seconda guerra mondiale, anche 2500 dipendenti fabbricando 2 milioni di cappelli all’anno. «Una sorta di benvenuto luminoso e positivo con il tema della danza che mi appartiene – ha spiegato lo stesso Lodola –. C’è ovviamente un riferimento al cappellaio matto di Lewis Carrol: un giocoliere che vive in un mondo di tanti colori e che, indossando un borsalino riceve illuminazioni e fantasie, come se il cappello fosse una sorta di radar di positività».

Un’avventura, quella del celebre marchio di moda italiano, iniziata a metà Ottocento da Giuseppe Borsalino. La consacrazione arrivò con il cinema, con film come “La Stangata”: «Dopo quel film – racconta Lodola – Robert Redford per un anno fece ricerche e alla fine, insieme alla famiglia, venne ad Alessandria per visitare la fabbrica e acquistare cappelli».

Il rapporto tra l’artista pavese e Alessandria vivrà un nuovo importante momento in autunno quando una seconda opera verrà accesa sulla rotonda di via Marengo: riserbo assoluto sul soggetto realizzato da Lodola che dovrebbe comunque richiamare la battaglia vinta dalle truppe francesi napoleoniche sull’esercito austriaco il 14 giugno del 1800.

Un’estate davvero calda anche sul fronte artistico per il duo Lodola-Giovanna Fra. E la Cina è evidentemente nel destino di Giovanna Fra. Le sue opere, protagoniste al padiglione di San Marino della 57ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, partiranno presto per Pechino per un nuovo capitolo di uno scambio culturale Italia-Cina. A fine mese sarà infine presentata una scultura, “Colonna picta”, donata da Giovanna Fra al museo del parco di Portofino (centro internazionale di scultura all’aperto): «E’ la mia prima opera tridimensionale – spiega l’artista –. Una scultura luminosa con neon (e qui la contaminazione è evidente con l’attuale fase “lodoliana”, ndr) creata con miei texture fotografati su plexiglass. Un’immagine serena che sarà possibile vedere dal porto e dalla costa».

Sarà l’ultimo appuntamento prima delle vacanze? Assolutamente no, visto che anche durante agosto non mancheranno gli impegni artistici e c’è da pensare all’edizione 2017 dell’Autunno Pavese in castello.

• B.G.

Autobus numero 3, si avvicina il 5 agosto

referendum

Il 5 agosto si avvicina e la strada si fa sempre più in salita per il comitato che sta raccogliendo le firme per “costringere” il primo cittadino a indire il referendum per riportare l’autobus numero 3 in corso Cavour. Al momento le firme sono poco più di 2400 e il tempo sta giocando decisamente contro il lavoro del comitato, anche perché l’obiettivo era di superare le 3mila firme anche con una certa abbondanza per mettersi al riparo da possibili sorprese (doppie firme, firme contestate…).

Ma il segretario comunale potrebbe nei prossimi giorni dare una buona notizia al comitato: i tre mesi previsti dal regolamento comunale dovrebbero cedere il passo ai sei mesi contemplati, invece, dallo statuto. I pronostici sembrano fare il gioco del comitato che, da qui a breve, potrebbe vedersi regalare tre mesi in più per completare il proprio lavoro. E, una volta iniziate le scuole o ripartiti a pieno regime i pendolari, sarà più semplice raccogliere il malcontento. Più semplice di quanto non lo sia ora, con mezza città in vacanza o prossima a partire per il mare. E, intanto, il consigliere comunale Rodolfo Faldini, da sempre riferimento del comitato, si è portato avanti anche con un certo ottimismo.

Al consiglio comunale di lunedì Faldini ha intenzione di chiedere alla giunta comunale, nell’ambito della discussione sulla variazione di bilancio, l’accantonamento di 130mila euro, quelli che secondo gli uffici comunali saranno necessari per coprire, anche sul fronte della sicurezza, le spese che il Comune dovrà affrontare per lo svolgimento del referendum.

 

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