Vigevano

Teresio Olivelli sarà beato

Teresio Olivelli

La cerimonia di beatificazione del Venerabile Servo di Dio è fissata per il 3 febbraio del 2018 a Vigevano, nel palasport di Via Gravellona, così come ha deciso la Santa Sede su richiesta del postulatore della causa di beatificazione, monsignor Paolo Rizzi. Alla cerimonia dovrebbero prendere parte anche i rappresentanti delle diocesi di Pavia e Como, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita di Olivelli; la cerimonia sarà celebrata dal vescovo della città ducale, monsignor Maurizio Gervasoni, e da monsignor Paolo Rizzi.

La notizia è stata comunicata direttamente alla Curia dalla Congregazione delle Cause dei Santi che aveva ottenuto l'autorizzazione da Papa Francesco a promulgare i decreti sul martirio di Olivelli, ucciso “in odio alla fede” a soli 29 anni il 17 gennaio del 1945 nel campo di concentramento di Hersbruck, in Baviera.

La Congregazione, dopo aver attentamente valutato gli atti, ha ritenuto che sussistano tutti gli elementi per considerare la morte del Venerabile un autentico martirio cristiano, dal momento che dal 1943 fino alla morte Olivelli fu perseguitato dalle forze naziste e fasciste presenti in Italia per l'opera di evangelizzazione che svolgeva e che lo portarono alla morte a causa delle percosse inflittegli dai carcerieri mentre era deportato nel campo di concentramento.

L.C.

Vigevano

Discarica di cascina gallona, il ministero non rileva criticità nella procedura autorizzativa della regione

Nessuna criticità in relazione alla procedura autorizzativa di Regione Lombardia che ha dato il via libera alla realizzazione della discarica di cemento amianto alla Cascina Gallona di Ferrera. Ad esprimere questo parare il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, in risposta ad un’ interrogazione presentata dal parlamentare pavese Luis Alberto Orellana lo scorso marzo. “Mi era noto – spiega lo stesso Orellana attraverso la sua pagina Facebook – che la competenza della autorizzazione è regionale e quindi non mi aspettavo molto di più.

Effettivamente il Ministero non rileva criticità nella procedura autorizzativa che sta seguendo la Regione Lombardia, che però viene costantemente monitorata. È stato, inoltre, ribadito come sia ancora in fase di verifica, a livello regionale, la compatibilità fra impianto Est dell'Eni, ora fermo dopo il noto incendio dello scorso dicembre e la discarica di amianto della Acta. Mi sono dichiarato parzialmente soddisfatto, e quindi anche parzialmente insoddisfatto, per due considerazioni: la prima riguarda l'attenzione che pone il Ministero dell'Ambiente all'iter autorizzativo della Regione Lombardia rassicura per un suo svolgimento nel più preciso e puntuale rispetto della legge. Quello che posso lamentare è che, in sede di risposta, non sono state evidenziate le criticità note e che i cittadini hanno più volte evidenziato in varie sedi: localizzazione della discarica, incremento del traffico veicolare pesante, conferimento dell'amianto con poco vento, che poi sono tutti i motivi per cui si è sempre chiesto di bloccare la realizzazione dell'impianto”.

È, quindi, mancata la risposta alla domanda più importante, ovvero se la presenza di un cumulo di impianti pericolosi in uno spazio estremamente ravvicinato non possa costituire una fonte di pericolo così come aveva chiesto Orellana che, nella sua interrogazione, concludeva domandando “se il Ministro in indirizzo, per quanto di propria competenza, non intenda seguire la fase di interlocuzione in corso tra Regione Lombardia e il Comitato tecnico regionale e verificare se la realizzazione della discarica in un'area che rappresenta un unicum nel contesto regionale lombardo non possa essere un'ulteriore fonte di rischi ambientali e sanitari”.

Luca Capizzi

Garlasco

A rischio anche il ponte sull’Agogna

Ponti lomellini sempre più a rischio. Dopo quello della Gerola, anche il ponte sull'Agogna, tra Sannazzaro e Pieve del Cairo verrà chiuso per almeno due mesi per dei lavori urgenti di manutenzione. “La situazione è critica – ha commentato il presidente della Provincia Vittorio Poma – ma non vogliamo calare dall'alto le decisioni”.

Dopo il summit di lunedì con i sindaci dei comuni interessati, un'alternativa sarebbe quella di riattivare, con un sistema semaforico, il vecchio ponte ottocentesco che si trova accanto a quello che verrà chiuso.

L.C.

Vigevano

Linea Milano - Mortara in attesa di nuovi convogli

Linea Milano - Mortara in attesa di nuovi convogli

Nuovi convogli, che non arriveranno prima del 2018. Ma, nel frattempo, l'impegno preciso da parte di Trenord nell'intervenire sulle criticità che, negli ultimi tempi, specialmente nell'ultimo mese, hanno funestato la linea ferroviaria Milano-Mortara. All'incontro dello scorso mercoledì erano presenti i vertici dell’azienda ferroviaria, nella persona dell’amministratore delegato, Cinzia Farisè, e i sindaci di Vigevano, Mortara, Abbiategrasso, Parona, Albairate, Corsico, Trezzano sul Naviglio, Gambolò, una delegazione di capigruppo consiliari del comune di Vigevano, una di consiglieri della Provincia di Pavia e una di consiglieri regionali composta da Silvia Piani e Fabrizio Cecchetti. “Gli amministratori locali – come spiega il comunicato stampa – hanno riportato i disagi dei pendolari che soprattutto negli ultimi tempi sono incrementati, chiedendo soluzioni di breve e di lungo periodo.

L’amministratore delegato ha illustrato nei dettagli le performance dell’azienda, specialmente sulla linea Milano-Mortara, e ha indicato le azioni di intervento sulle tre grandi criticità: Sicurezza, efficienza del materiale rotabile, efficacia del servizio. Trenord ha confermato l’impegno a dar seguito a un percorso finalizzato ad intervenire tempestivamente sulla criticità che sono state individuate, tanto che l’A.D. ha sottolineato l’inserimento della nostra tratta tra le direttrici “osservate speciali” e prioritarie per i prossimi interventi tra i quali l’intensificazione della manutenzione degli attuali convogli e la loro sostituzione con mezzi più nuovi di ultima generazione dalla metà del 2018.

In conclusione, poiché tanto la linea ferrata quanto le stazioni sono di competenza di RFI, gli amministratori del territorio hanno deciso di coinvolgere in un prossimo incontro, oltre a Trenord, anche il Gestore dell’infrastruttura con il duplice scopo di aprire un confronto sul raddoppio dei binari e l’abolizione dei passaggi a livello”.

Lomellina

Allarme ponti

Il blocco del ponte della Gerola ai mezzi pesanti di due anni fa aveva costretto i camion a percorsi alternativi, tra l'uscita in autostrada a Tortona e il passaggio da Pieve del Cairo in direzione dei diversi comuni della Bassa.

Su quella tratta, però, il ponte che sovrasta il torrente Agogna dovrà essere chiuso per degli interventi di ristrutturazione e consolidamento urgenti, a causa del continuo passaggio di mezzi pesanti. A darne conferma, l'ordinanza che dal 18 luglio ne ordina la chiusura: “Facendo seguito alle recenti verifiche tecniche – recita il comunicato – che evidenziano uno stato di criticità del Ponte sul torrente Agogna (SP 28 Sannazzaro, Gallia-Galliavola Lomello) la Provincia di Pavia ha emesso ordinanza di chiusura totale al transito per tutte le categorie di veicoli. La validità dell’ordinanza decorre dalle h. 9.00 del 18 luglio fino a data da destinarsi. Si consigliano i percorsi alternativi sulla SP ex SS 211 “della Lomellina”, SP 4 “Mezzana Bigli Gambarana Torre Beretti”, SP 193 bis “Pavia Alessandria”.

La chiusura a tempo indeterminato del ponte sull'Agogna, oltre alla deviazione del traffico veicolare, avrà come diretta conseguenza lo slittamento dei lavori, già previsti e finanziati, sul ponte della Gerola, che entro la fine dell'anno avrebbe dovuto essere interessato da interventi di pulizia, consolidamento e rifacimento del sedime stradale. “Il ponte sul Po – spiega il presidente della Provincia Vittorio Poma – rimane agibile, perché se i due ponti chiudessero contemporaneamente, avremmo l'isolamento totale della Lomellina. Entro la fine del mese contiamo di poter avere un quadro più completo sulla situazione del ponte sull'Agogna e, in base a quello, potremo ufficializzare i tempi anche in relazione a quello della Gerola”. Che, con tutta probabilità, non inizieranno prima del 2018, e solo quando il potente sull'Agogna sarà di nuovo agibile, in attesa che venga trovata una soluzione sul problema dei troppi mezzi pesanti che ogni giorno percorrono la Lomellina.

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